Il metodo integrato

L’ASPIC fin dalle sue origini, ai tempi del primo Studio di Consulenza fondato negli anni ’70, ha una precisa vocazione: porre  l’individuo al centro di tutto il proprio sviluppo (Psicologia Umanistica) attraverso un percorso e metodo innovativo, che unisce in modo stretto la teoria alla pratica, il racconto all’esperienza, l’insegnamento al training emozionale. ASPIC ha sviluppato così il primo “Metodo Integrato”, controcorrente e dirompente rispetto ai tempi della sua nascita,  quando a dominare erano gli indirizzi monotematici.

Negli anni a seguire la visione dell’ASPIC è stata legata alla continua ricerca di un approccio terapeutico che da un lato si raccordasse con il contesto storico e che dall’altro fosse capace di adattarsi alle esigenze specifiche delle persone (e non già il contrario), arrivando a integrare le diverse teorie iniziali di riferimento, che hanno raggiunto così una sovrapposizione rispetto alle teorie autoreferenti ancora sposate dalle altre scuole, verso un’integrazione pluralistica che ha il nome di Modello Esperienziale Pluralistico Integrato e Gestaltico”fondato sul collegamento continuo tra le prove di evidenza della ricerca scientifica (evidence-based) e quelle della pratica sul campo (practice-based), elemento che contraddistingue l’identità scientifica e di ricerca dell’ASPIC. 

Il presupposto culturale è come suddetto la fenomenologia clinica e la psicoterapia umanistica. L’approccio e la visione sono quelli di un’apertura alle molteplici teorie e la ricerca di quei fattori comuni che accomunano i diversi indirizzi. Lo specializzando che frequenta i vari corsi dell’ASPIC si trova così ad assistere a lezioni di Gestalt, psicodinamica, analisi transazionale, terapia centrata sul cliente, terapie cognitive comportamentali e costruttivismo per fare solo qualche esempio. Il professionista che sposa questo approccio si trova a percorrere una sfida professionale unica, fatta di apertura, flessibilità e dinamismo psichico.